“Caro nipote studia a memoria” lettera di Umberto Eco alle nuove generazioni

Memoria Creallenamente arte per bambini
Umberto Eco, nella sua lettera rivolta alle nuove generazioni digitali, parla al nipote di una “una malattia che ha colpito la tua generazione e persino quella dei ragazzi più grandi di te, che magari vanno già all’università: la perdita della memoria. È vero che se ti viene il desiderio di sapere chi fosse Carlo Magno o dove stia Kuala Lumpur non hai che da premere qualche tasto e Internet te lo dice subito. Fallo quando serve, ma dopo che lo hai fatto cerca di ricordare quanto ti è stato detto per non essere obbligato a cercarlo una seconda volta se per caso te ne venisse il bisogno impellente, magari per una ricerca a scuola”.

Una lettera di Umberto Eco, scritta qualche anno fa ma che non passa mai di moda. Anzi, risuona sempre attuale, oggi più di ieri. Sì, perché Eco, da grande studioso ed esperto delle cose sociali, ci aveva visto ancora una volta lungo:

“Vorrei soffermarmi su una sola raccomandazione, che sarai in grado di mettere in pratica anche ora, mentre navighi sul tuo iPad, né commetterò l’errore di sconsigliartelo, non tanto perché sembrerei un nonno barbogio ma perché lo faccio anch’io”.

Sì, perché i dispositivi digitali oggi sono indispensabili e negarlo o vietarne l’uso sarebbe solo da “barbogi”, appunto. E no, non è questo quello che vogliamo suggerire e comunicare. Ciò che ci interessa è mettere in luce i problemi che, però, l’abuso di smartphone e tablet possono causare, soprattutto ai più piccoli. Soprattutto alla persona a cui tieni di più e che vuoi crescere con amore: tuo figlio.

Perdere la memoria a 20 anniPerdita di memoria creallenamente arte per bambini

Pensandoci bene, oggi tutti abbiamo difficoltà ricordare nomi, numeri di telefono, strade. Eppure una volta ce li ricordavamo! Non avevamo bisogno di sfogliare la rubrica per sapere il numero di casa del nostro vicino, né di interrogare Google Maps per raggiungere una via. Una capacità che ci veniva da lontano, dalla nostra abitudine a ricordare le cose, ad imparare a memoria. E’ questa la raccomandazione che ci fa Umberto Eco. Ricordate le infinite poesie di Leopardi recitate fino allo sfinimento, le varie filastrocche (alcune ce le ricordiamo ancora!) o le tabelline? Sono sicuro che alcune le sapete recitare ancora, basta fare solo un piccolo sforzo. E allora perché facciamo così tanto fatica a tenere a mente un numero di telefono anche per qualche secondo? Perché continuiamo a perderci nella strada percorsa centinaia e centinaia di volte? Cosa è successo?

E’ successo che abbiamo smesso di allenare la nostra mente, convinti che “siccome pensi che il tuo computer te lo possa dire a ogni istante, tu perda il gusto di mettertelo in testa”, per dirla ancora con Umberto Eco.

“La memoria è un muscolo come quelli delle gambe, se non lo eserciti si avvizzisce”

Lo stesso accade per la creatività, la capacità di contestualizzare, la fantasia. Per questo noi di Creallenamente siamo convinti che bisogna allenare questi aspetti e, più in generale allenare la mente, sin da bambini. Per questo vogliamo aiutarti a prenderti cura di tuo figlio attraverso l’arte come sport per la mente.

Quale migliore allenamento per la fantasia e la creatività di tuo figlio del colorare con Van Gogh, progettare con Mondrian e Piero della Francesca, ripensare gli oggetti con Balla e Duchamp.

Uno sport della mente per tuo figlio, e anche per te.

Qui la lettera completa di Umberto Eco

Perché non riusciamo a ricordare più niente a memoria e come evitare che accada ai nostri figli
Perché non riusciamo a ricordare più niente a memoria e come evitare che accada ai nostri figli ultima modifica: 2017-04-03T13:06:14+00:00 da Serena Trusso

18 pensieri su “Perché non riusciamo a ricordare più niente a memoria e come evitare che accada ai nostri figli

  • 10 aprile 2017 alle 13:41
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    in realtà ho sempre avuto difficoltà a ricordarmi le cose però è vero che con la tecnologia abbiamo ancora + difficoltà …

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  • 10 aprile 2017 alle 15:35
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    Sono perfettamente d’accordo, il fatto di aver perso l’abitudine di imparare le cose a memoria ci ha fatti adagiare sugli allori… Dobbiamo impegnarci ad allenarla nuovamente e a tenerla in esercizio!

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  • 10 aprile 2017 alle 17:05
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    Avevo già letto questa lettera di Umberto Eco e ogni giorno cerco di fare qualche piccolo esercizio di memoria, perchè effettivamente mi accorgo di quanto ricordo meno rispetto a quando andavo alle superiori e studiavo tutto il giorno!

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  • 10 aprile 2017 alle 20:13
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    una lettera che fa riflettere, sono d’accordo con tutto quello che ha scritto

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  • 10 aprile 2017 alle 21:00
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    Vero …io imparo ancora le poesie a memoria insieme a mia figlia

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  • 10 aprile 2017 alle 21:15
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    Ricordo che alle elementari mi facevano sempre imparare le cose a memoria, devo dire che non è male la mia memoria ma soprattutto con le canzoni

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  • 11 aprile 2017 alle 0:02
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    I problemi dell’utilizzo di smartphone nei più piccoli, negli adolescenti e nei genitori è parte del mio lavoro…e mi appassiona molto! Hai fatto benissimo a condividere questa lettera di Eco.

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  • 11 aprile 2017 alle 9:55
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    Quando insegnavo a scuola cercavo sempre di far imparare le poesie ai bambini!

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  • 11 aprile 2017 alle 12:17
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    Sono assolutamente d’accordo con il professor Eco e con te che hai riportato una lezione bellissima: gli smartphone devono essere usati con cautela…la memoria sarà con noi (si spera) tutta la vita, perché non allenarla?

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  • 12 aprile 2017 alle 10:08
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    certo, la mente va allenata è il nostro “muscolo” primario!!! 🙂

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  • 13 aprile 2017 alle 13:28
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    Bellissimo post, da diffondere!!

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  • 13 aprile 2017 alle 17:52
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    Non me ne volere ma secondo me studiare le cose a memoria non è corretto…. occorre fare dei ragionamenti e capire ciò che si studia, capisco le formule ma il resto no…

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