Vittore Carpaccio
Visione di sant’Agostino, 1502

Oggi Paolino non vedeva l’ora di andare al centro estivo per raccontare a tutti suoi amici la storia del Carpaccio .

Ieri era andato a cena fuori con la sua famiglia. Quando il cameriere, un tipo gentile e dall’aspetto un po’ buffo, si avvicinò per le ordinazioni, Paolino, che ormai è grande abbastanza per scegliere da solo cosa mangiare, chiese cosa fosse il piatto “Consigliato dallo chef”. 

“Oggi lo Chef Color Cracco consiglia una tela di Carpaccio , con salsa alla Paul Klee e girasoli di Van Gogh “.

Paolino guardò stralunato il cameriere. “Eh?Non ho capito… ma siamo al ristorante o al museo?” Rispose Paolino un po’ confuso.

“Siamo al ristorante, mio giovane ospite, ma siamo anche al museo”

Paolino era sempre  più confuso ma aveva troppa fame per chiedere ancora spiegazioni e, senza pensarci su, ordinò il piatto dello Chef.

“Chissà cosa mi porteranno”- pensava tra sé e sé – “forse mi sono fidato troppo di questo Chef Color-Cracco.. avrei dovuto ordinare una bella pizza Margherita”. Ma ormai l’ordinazione era presa e toccava solo aspettare.

Il Carpaccio si fa attendere…

I minuti passavano ma della cena nemmeno l’ombra. Dopo mezzora di attesa tutti avevano il loro piatto e mangiavano di gusto. Tutti tranne il povero Paolino: “Basta, sono troppo affamato, vado in cucina a chiedere che fine ha fatto il mio piatto!”

Si alzò e andò deciso verso lo Chef :” Ma insomma” – gridò aprendo la porta della cucina – E’ mai possibile che per un piatto bisogna aspettare tan…” non fece in tempo a finire la frase che rimase a bocca aperta!

CarpaccioLo Chef Color-Cracco stava dipingendo un piatto bellissimo: della carne cruda dal color rosso rubino, con sopra una salsa tutta colorata e come contorno dei girasoli talmente belli da sembrare davvero quelli di Van Gogh. Paolino un piatto così bello non lo aveva mai visto. Era davvero sorpreso: “Ma è un piatto bellissimo Chef Color-Cracco, sono davvero sorpreso! Ma tutta questa storia per un semplice carpaccio…”

“Un semplice Carpaccio?! Ma tu sai chi è Carpaccio, mio caro Paolino?” disse lo Chef

“Beh, so che è un piatto di carne cruda..”
Color Cracco strabuzzo gli occhi esclamando:” Ma come un piatto di carne cruda! Vittore Carpaccio fu uno dei pittori più importanti del Rinascimento veneziano! I suoi quadri sono bellissimi! Il piatto è stato chiamato Carpaccio proprio per ricordare i suoi colori vividi e luminosi!”

“Davvero?!” commentò Paolino sempre più sorpreso.

Vittore Carpaccio: quando un piatto supera il pittore

“Certo! La storia vuole che nel Novecento uno straordinario cuoco di Venezia, Giuseppe Cipriani , per accontentare la Contessa Amalia Nani Mocenigo che desiderava assaggiare della carne cruda, abbia creato questo piatto. Il rosso intenso della carne gli ricordava il rosso utilizzato da Carpaccio per i suoi quadri. Ecco perché oggi il piatto si chiama così!È diventato così famoso da superare in notorietà anche il pittore. ”

“Che storia fantastica!Non vedo l’ora di raccontarla ai miei amici!” Paolino ringraziò e scappò via.

“Paolino! Paolino! Ma che fai, non lo mangi più? ” gridò inutilmente lo Chef.

Paolino, infatti, era già andato via. La bellezza del piatto aveva trasformato la sua fame in voglia di saperne di più sul mondo dell’arte ed i suoi protagonisti.

Paolino e il Carpaccio: storie di arte e cucina
Paolino e il Carpaccio: storie di arte e cucina ultima modifica: 2017-06-19T14:28:49+00:00 da Serena Trusso

9 pensieri su “Paolino e il Carpaccio: storie di arte e cucina

  • 22 giugno 2017 alle 10:26
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    Che storia carina! Secondo me va più che bene per bimbi un pochino più grandicelli, tipo 5 o 6 anni. Tu a che fascia di età pensavi?

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    • 22 giugno 2017 alle 10:33
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      Ciao Lucia!
      beh più o meno quella fascia lì anche se l’ideale sarebbe che a leggerla ai bambini fossero i genitori, anche per passare del tempo insieme e scoprire, sempre insieme, chi sono Carpaccio, Paul Klee e Van Gogh

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  • 23 giugno 2017 alle 19:47
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    Una storia davvero carina, la consiglierò alle mie amiche mamme da leggere ai loro ometti!
    Sai che non sapevo l’origine del nome del Carpaccio di carne?

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  • 24 giugno 2017 alle 7:11
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    Quando si tratta di avvicinare i bambini all’arte in modo divertente e intelligente, io sono sempre d’accordo!
    Questa storia è bellissima, sia per grandi che per piccini: è il tipo di storia che leggerei a mio figlio (se ne avessi uno)! Prenderò nota per il futuro 😉

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  • 26 giugno 2017 alle 9:31
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    Un modo originale per avvicinarsi alla pittura e all’arte!

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  • 26 giugno 2017 alle 9:42
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    Interessante, non ero a conoscenza……

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  • 26 giugno 2017 alle 15:33
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    Trovo questo post un esilarante mix di storia, cultura e cucina, mi piace molto il modo in cui scrivi e la tua fantasia. Complimenti 😛

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  • 26 giugno 2017 alle 16:16
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    Non conoscevo affatto questa storia.

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