no ai tablet e smartphone ai bambini

I bambini a 3 mesi sanno usare il touchscreen

Chi di noi non è rimasto meravigliato da bambini che a pochi mesi sanno scorrere le pagine su tablet e smartphone? Li guardiamo soddisfatti come se la capacità di usare dispositivi digitali già a 3 mesi sia un prodigio della natura.

Noi ci siamo abituati con fatica alle varie tecnologie, passando dai cellulari grossi come citofoni a dispositivi così piccoli da stare in una mano. Abbiamo attraversato tutte le fasi, dovendo ogni volta riabituare il nostro cervello e le nostre mani alla tecnologia di turno. I nostri bambini, invece, no: loro già a pochi mesi di vita sanno scorrere con le dite sul touchscreen. Provano a farlo addirittura  con il televisore o il computer, provocando in noi un tenero sorriso.

Lasciare i bambini con smartphone e tablet è davvero così sano?

Il sospetto che tablet e smartphone non aiutino i bambini a crescere in maniera sana c’era già da tempo, adesso ne arriva solo la conferma. A dimostrarlo è una ricerca presentata da un gruppo di studiosi canadesi al “2017 Pediatric Academic Societies Meeting”. 

Lo studio è stato condotto su un campione di 900 bambini di 18 mesi, calcolando quanti minuti passavano ‘intrattenuti’ dal tablet. Gli studiosi hanno controllato chi fra loro aveva problemi di linguaggio. Si è cercato di verificare quante parole conoscevano, se usavano suoni o paroline per comunicare e richiamare l’attenzione degli adulti.

I bambini che passano più tempo davanti allo schermo sviluppano più tardi la capacità di parlare

Il 20% dei bambini coinvolti nella sperimentazione passava una media di 28 minuti al giorno davanti allo schermo. Quelli che lo usavano per 30 minuti in più, in tutto 58 minuti, aveva il 49% di possibilità in più di sviluppare un ritardo del linguaggio. Insomma i piccoli utilizzatori di tablet e computer imparavano a parlare molto più lentamente e con più difficoltà.

I bambini più a rischio  sono quelli compresi tra i 6 mesi e i 2 anni

Secondo la Dott.ssa Catherine Birken, primo autore della ricerca all‘Hospital for Sick Children di Toronto, i risultati ottenuti dallo studio non devono sorprendere: ” Questa scoperta va nella direzione impostata dall’American Academy of Pediatrics, per cui la tecnologia va arginata. Questo è il primo studio fatto sul tema, ne occorrono altri per confermare la tesi, ma che dispositivi come tablet e smartphone non aiutino la crescita dei bambini è già sotto gli occhi di tutti”.

Tablet e smartphone non possono e non devono sostituire nonni e genitori. I bambini imparano molto di più e molto più in fretta con il contatto visivo e diretto. Meglio, dunque, evitare di lasciare i nostri figli a giocherellare con i dispositivi digitali. L’ideale sarebbe di fornire loro strumenti utili per la loro crescita, meglio se giochi tradizionali  e libri da usare insieme, per aiutarli a crescere meglio e per rafforzare il nostro legame con loro.

L’ obiettivo è quello di riportare i bambini ad apprendere giocando, non solo per promuovere la crescita culturale ma per stimolare  creatività, fantasia e capacità logiche attraverso il fare concreto.

 

Con tablet e smartphone i bambini parlano in ritardo
Con tablet e smartphone i bambini parlano in ritardo ultima modifica: 2017-06-28T12:40:19+00:00 da Serena Trusso

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